BUON NATALE E FELICE ANNO NUOVO DALLE BIBLIOTECHE RIUNITE “CIVICA E A. URSINO RECUPERO”

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La Direttrice Rita Angela Carbonaro augura a tutti gli utenti, visitatori, amici della Biblioteca, tirocinanti, studiosi e studenti, Buon Natale e per il Nuovo Anno di realizzare tutti i loro sogni.

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SABATO 15 DICEMBRE 2018 ALLE ORE 9.30, NEL REFETTORIO PICCOLO DELLA BIBLIOTECA, SI TERRA’ LA PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI TONY ZERMO “CATANIA. C’ERA UNA VOLTA”

Locandina ZERMO.jpgSabato  15 Dicembre 2018

nel Refettorio piccolo
delle Biblioteche Riunite
“Civica e A. Ursino Recupero”
Monastero benedettino di San Nicolò l’Arena
Via Biblioteca 13, Catania

Presentazione del libro

Catania
C’era una volta

di Tony Zermo
Domenico Sanfilippo Editore

Sarà presente l’Autore

 

Tony Zermo (Catania, 1931), studi di Giurisprudenza, è entrato alla Sicilia a 20 anni nel settore dello Sport assieme a Candido Cannavò. Nel 1963 lascia lo Sport e diventa inviato speciale: primo servizio la strage del Vajont. Zermo è uno dei pochissimi giornalisti italiani, forse l’unico, ad essersi occupato dei tre più grandi terremoti del dopoguerra: Belice 1968, Friuli 1976 e Irpinia 1980. Ha seguito per mezzo secolo i grandi eventi del nostro Paese: dalle Brigate rosse alle stragi di mafia e ha raccontato, come inviato, anche l’assedio di Sarajevo e la Guerra del Golfo del 1991. Non è mai mancato sui grandi fatti di mafia e ha seguito per un anno e mezzo a Palermo il maxiprocesso all’Ucciardone contro il vertice di Cosa Nostra istruito da Falcone e Borsellino.
E’ stato anche presente in cinque mondiali di calcio: Inghilterra 1966 , Spagna 1982, Italia 1990, Usa 1994 e Francia 1998.
Tra i giornalisti siciliani più conosciuti, Tony Zermo ha condotto e conduce tuttora una lunga campagna a favore del Ponte sullo Stretto di Messina, nella convinzione che sia un’opera epocale capace di trasformare il volto della Sicilia. Nel 1971 ha scritto un libro dal titolo “Il mostro di Marsala”, ed. Flaccovio.

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NATALE IN BIBLIOTECA

La Mostra “Lo Spazio magico” negli Erbari e nei Corali delle Biblioteche Riunite “Civica e A. Ursino Recupero” si arricchisce, per l’occasione delle festività natalizie, del Presepe in lamina essiccata del ficodindia realizzato da Vittorio Di Blasi e Giovanna Disca, e di un albero di Natale composto da libri e decorazioni di carta.

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presepe Di Blasi

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DA GIOVEDI’ 6 DICEMBRE 2018 A SABATO 5 GENNAIO 2019, MOSTRA “LO SPAZIO MAGICO” NEGLI ERBARI E NEI CORALI DELLE BIBLIOTECHE RIUNITE “CIVICA E A. URSINO RECUPERO” (MONASTERO BENEDETTINO DI SAN NICOLÒ L’ARENA)

LOCANDINA


“Lo spazio magico”
 negli Erbari e nei Corali delle
Biblioteche Riunite
“Civica e A. Ursino Recupero”
(Monastero benedettino di San Nicolò l’Arena)

 Giovedì 6 Dicembre 2018 –
Sabato 5 Gennaio 2019
 lunedi – venerdì ore 9.00 – 13.00
sabato  ore 9.00 – 11.30

 

 

Arte, scienza e musica negli erbari e nei corali dei Benedettini

Il mondo è un grande contenitore, naturale e simbolico, è la “dimora” in cui si colloca la vita e la materia abiotica. Un “sogno” abitato non più solo di simboli, di essere vegetali, di minerali e animali, ma popolato di gente. La natura può essere lenimento e sostegno, ma può anche divenire, in certi casi, per l’uomo un veleno mortale. Piante e alberi che sbocciano nel Paradiso perduto, o che schiudono foglie e fiori nelle terre assolate o che amano le notti argentate dalla luna, hanno sempre svolto un ruolo importante nella storia delle religioni, nell’arte, nella letteratura, nella tradizione popolare e hanno avuto spazi nelle arti magiche.

I monaci benedettini di San Nicolò l’Arena amavano tutto questo per nutrire la salute spirituale e corporale.  I monaci del Monastero di San Nicolò l’Arena di Catania, accanto all’ indispensabile orto e giardino dove coltivavano frutti e fiori di ogni specie, non soltanto come elemento ornamentale o per l’ovvio impiego alimentare, ma anche a scopo terapeutico e cosmetologico, avevano a disposizione una collezione scientifica di oltre tremila testi, collocati nella Sala antistante l’ingresso della “Sala Vaccarini” adibita a studio e laboratorio di Gregorio Barnaba La Via prima e dopo dell’abate Emiliano Guttadauro. In questo “Gabinetto”, il Guttadauro , poliedrico naturalista e pittore oltre a collezioni di conchiglie, quadri e strumenti vari, custodiva, assieme alle opere di Filippo Ingrassia, Dioscoride, Pietro Andrea Mattioli, Ferrante Imperato, Giovanni Battista Ferrari, Fabio Colonna Francesco Cupani,Paolo Silvio Boccone,Filippo Arena, Nicola Catanuto, Garcia, E:P: Vernant,Carlo Linneo, Athanasius Kircher, Giovanni Alfonso Borelli, etc., i raffinatissimi “Erbari” con essiccata e a stampa di Sabbato Liberato, acquistati a Roma, dal priore Placido Maria Scammacca. Testi ed erbari che confermano la vastità di interessi dei benedettini e come ancora fosse viva, dopo tanti secoli, la tradizione e il ruolo svolto dall’ ambiente scientifico della Sicilia mulsumana e dall’ Ippocrite arabo Abu Bkr Muhammad ibn Zakaryya ar-Razi, padre della più celebre e forse più grande enciclopedia medica del medioevo, “Totum Continens”,tradotta da Faraj ben Salim nel 1279, una quarantina d’anni posteriore l’Ordinanza Medicinale di Federico II re di Sicilia e imperatore, anche se il testo di ar-Razi è molto più antico perché l’autore muore nel 925 e comunque da Gherardo da Cremona parzialmente tradotto in latino. E la Sicilia araba che fa da ponte, e concreto tramite, tra l’Oriente Islamico e l’Occidente cristiano, tra la Bagdad del IX secolo e l’Ordinanza imperiale del XIII secolo: sintesi felice e terreno d’elezione tra due civiltà che si erano fronteggiate per secoli.
Il termine erbario ha un doppio significato. Esso può indicare sia una raccolta di piante essiccate che una struttura museale espressamente dedicata alla conservazione ed alla consultazione di tale materiale. In campo scientifico, gli erbari svolgono, per gli studiosi floristici e tassonomici, una duplice essenziale funzione di comparazione sistematica e di documentazione storica. La funzione di documentazione storica è legata soprattutto alle collezioni più antiche che costituiscono un’insostituibile testimonianza della ricchezza floristica di un territorio e permettono di seguire le eventuali mutazioni genetiche subite.  Fino al XVI secolo le piante non venivano conservate essiccate, ma raffigurate in codici manoscritti e miniati per lo più da religiosi che lavoravano nel chiuso dei loro monasteri. Tra gli erbari figurati più antichi un posto importante occupa l’opera del filosofo-naturalista greco Teofrasto (372-287 a.C.) intitolata Historia plantarum, nella quale egli classificò circa 500 piante. A questo erbario, come riferisce Plinio nel I secolo d.C., ne seguirono molti altri di autori meno noti, come Crateo e Diocle, Pedacio Dioscoride, di indiscutibile pregio e significato storico. Una descrizione scientificamente corretta con l’uso di una termologia tecnico-specialistica compare,  solo molto tempo dopo, nel XVIII secolo con Linneo.

Curatrice della mostra Rita Angela Carbonaro direttrice della Biblioteca.

 

 

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VENERDI’ 14 dicembre 2018 ORE 16.30, NEL REFETTORIO PICCOLO DELLA BIBLIOTECA, SI TERRA’ LA PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI GIANCARLO GAETA “LEGGERE SIMONE WEIL”

locandina.jpgVenerdì  14 DIicembre 2018

nel Refettorio piccolo
delle Biblioteche Riunite
“Civica e A. Ursino Recupero”
Monastero benedettino di San Nicolò l’Arena
Via Biblioteca 13, Catania

Presentazione del libro

Leggere Simone Weil
di Giovanni D’angelo
Quodlibet Editore

Partecipano
Giuseppe Bellia
Giancarlo Gaeta
Maria Concetta Sala
Teresa Sardella

Curatore di gran parte delle edizioni italiane degli scritti di Simone Weil a cominciare dall’edizione integrale dei Quaderni, Giancarlo Gaeta ha accompagnato il lavoro di traduzione con commenti puntuali che tendono a mostrare di volta in volta movimento e tensione interna di una riflessione filosofica, politica, religiosa che ha proceduto in discontinuità con tutto ciò che nel corso della modernità ha contribuito a una crisi epocale irreversibile. Riflessione che si è perciò spinta oltre i limiti dell’acquisito e del realistico, fin là dove avrebbero potuto aprirsi altri universi di senso, altre possibilità di coniugazioni culturali.
Per questa via l’autore ha cercato di mettere sé stesso nella posizione migliore per comprendere le molte facce di un pensiero eminentemente sperimentale che a noi si offre come pura interrogazione sul presente, costringendo a prendere atto che soltanto la coscienza delle contraddizioni del proprio tempo ne permette una lettura proficua.
Una ricognizione pressoché esaustiva dell’opera di Weil è in tal modo offerta al lettore, dai primi scritti filosofici e politici fino alla grande meditazione filosofico-religiosa dei Quaderni e al tentativo estremo di proporre una traccia di pensiero del tutto nuova su cui riprogettare il futuro dell’Europa.

 

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SABATO 10 NOVEMBRE 2018 ALLE ORE 10.00 NEL REFETTORIO PICCOLO DELLA BIBLIOTECA CONFERENZA “VITTORIO EMANUELE III. IL TERZO SOVRANO DELL’ITALIA UNITA”

Sabato 10 novembre 2018 alle ore 10,00 

nel Refettorio piccolo
delle Biblioteche Riunite
“Civica e A. Ursino Recupero” di Catania

Conferenza sul tema

“Vittorio Emanuele III. Il terzo Sovrano dell’Italia Unita”
organizzata dall’Istituto per La Guardia d’Onore alle Reali Tombe del Pantheon

iNVITO

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