GIOVEDI’ 16 GENNAIO 2020 Il PROFESSORE EMERITO SIR MARC WAELKENS, HONORARY DIRECTOR OF THE SAGALASSOS PROJECT HA VISITATO LA BIBLIOTECA

Giovedì 16 gennaio 2020, accompagnato dal Professore  Daniele Malfitana Direttore del CNR – IBAM e dal Dottore Giovanni Fragalà, ha visitato la Biblioteca l’illustre Professore Emerito Sir Marc Waelkens, Honorary director of the Sagalassos Project, con Goze Uner, Sagalassos Project- Architect.
I graditi e illusti ospiti hanno attrevarsato con ammirazione le varie Sale della Biblioteca colme di storia guidati dalla Direttrice Rita Angela Carbonaro. Il viaggio nel mondo dei Benedettini si è concluso nell’incantevole LIbreria Padri cassinesi o “Sala Vaccarini” e lasciando un segno del loro passaggio nel Libro dei visitatori.

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“SANT’AGATA IN BIBLIOTECA” 2020. ESPOSIZIONE DI OPERE SUL MARTIRIO DI SANT’ AGATA E DOCUMENTI RIGUARDANTI LE CELEBRAZIONI.

locandina 2020

 

Catania, lunedì 13 Gennaio –
giovedì 13 Febbraio 2020

Biblioteche Riunite
“Civica e A. Ursino Recupero”
Via Biblioteca 13
Monastero dei Benedettini
di San Nicolò l’Arena

 Orario: 9.00 – 13.00 da lunedì a venerdì
9.00 – 11.30 sabato

 

 

                                                        Percorsi

  • Sant’Agata nelle pergamene
  • Sant’Agata nei manoscritti e cerimoniali del ‘600 – ‘700
  • Sant’Agata nella musica: graduali, antifonari e innari
  • Sant’Agata nella Cronica del Cristoadoro
  • S. Agata, nell’anno della nascita i Papi e gli Imperatori
  • S.Agata nelle opere rare e di pregio dal ‘500 al ‘700
  • Sant’Agata negli Inni, Odi e Laude
  • Sant’Agata nella pittura
  • Sant’Agata nella Filatelia
  • Sant’Agata nelle immaginette sacre
  • Sant’Agata nella ceramica
  • Sant’Agata nella scultura
  • Sant’Agata nelle foto della Collettiva ACAF
  • Sant’Agata nel “Festino in casa Ursino”

 

“S. AGATA IN BIBLIOTECA”
Catania, 13 Gennaio – 13 Febbraio 2020

E’ tempo di festa per una Santa amata in Città come altrove, festeggiata al chiuso e all’aperto, con fuochi, canti e dolci,  con la calorosa  partecipazione popolare di grandi e piccoli, alcuni con la tunica bianca,  al grido di “Cittadini! Viva S.Agata!”.
L’idea di una mostra dedicata a Sant’Agata, con cadenza annuale, è nata nel 2009 dal desiderio di valorizzare il complesso, affascinante e multiforme ruolo che ha avuto nel rapporto con i devoti e vuole essere la continuazione di un percorso che rintraccia la devozione alla Santa nelle testimonianze scritte che, nel tempo, si sono succedute intorno alla sua figura con la venerazione e l’affetto che le hanno tributato i catanesi.

La mostra “S. Agata in Biblioteca” è un viaggio attraverso la devozione e l’amore che la nostra città nutre  per Sant’Agata. Pochi passi ed entriamo nella città settecentesca, in spazi liberi e simbolici dove la forza non sta soltanto nella preziosità e rarità del materiale esposto, ma in un luogo dove il concetto di spazio e tempo si trasforma in dimensione del pensiero, in elaborazione della memoria.
Non è una mostra hi-tech, ma uno sguardo sulla festa di Sant’Agata nell’era globale, al di là del virtuale, per ritrovare culto, devozione, religiosità, folklore, suoni, colori e sapori, frammenti del tempo che passa pur rimanendo nel presente, attraverso pergamene, antifonari graduali, libri rari, inni, dipinti, monili, immaginette sacre, cartoline, annulli postali, che si snoda in un percorso ricco di storia e ci aiuta a conoscere le forme del culto e della devozione alla Santa a testimonianza dell’importanza che da sempre ha avuto nel cuore dei devoti. La mostra vuole collegare senza i soliti stereotipi fuorvianti, i vari aspetti della tradizione con l’affascinante storia di Sant’Agata intelligentemente defolklorizzata.
La Mostra si apre con una selezione di testi su S. Agata scritti tra la fine del secolo e l’inizio degli anni 2000. Si prosegue nella Sala di lettura con una parte della Collezione filatelica e immagini sacre e cartoline dedicate a S.Agata donati alla Biblioteca dal ragioniere Giuseppe Longo; una scelta di inni rari, e alcuni unici, manifestini in veline inneggianti alla Santa con Odi e Laudi, dal 1822 al 1900, composte da personaggi della vita civile cittadina, Congregazioni di quartiere, Circoli o semplici devoti, da distribuirsi in gran numero; una serie di programmi della festa dal 1900 al 1908; due curiosi pannelli con i volti dei condannati dei furti a Sant’Agata del 1889 e del 1891 con le relative sentenze; una raccolta di diversi Menù e Cartoncini con versi di circostanza degli Invitati, con pregevoli stampe, in occasione del tradizionale Convito offerto dal Barone Mario Ursino e consorte per la “Peregrinatio Reliquiae”, nella sua casa di Piazza del Borgo, per omaggiare la Patrona della città di Catania. Nella settecentesca vetrina centrale è esposta una scelta di libri rari del ‘600 e ‘700. E ancora due dipinti, uno di Giada Fedele, “Sant’Agata: magia della processione”, in cui c’è tutta la magia, fra sacro e profano, in un gioco cromatico di colori caldi come la sabbia della playa e freddi come la terra dell’Etna, non si scorgono volti ma traspare una grazie spirituale in quello aggrovigliarsi di folla in estasi per la Santa, e un suggestivo dipinto di Sant’Agata del Maestro Domenico Battaglia in Arte Badò.
Nel Corridoio dell’Elefante possiamo ammirare nelle bacheche, una statuetta in ceramica raffigurante la Santa, opera del maestro Eugenio Russo e libri rari e di pregio dal cinquecento al settecento. In fondo, il dipinto dell’artista Fabio D’Antoni, “Sant’Agata”, che evoca reminiscenze pittoriche con il recupero di valori dismessi caricati di un nuovo significato. Una Sant’Agata dalla folta chioma e dallo sguardo intenso coglie lo spettatore di sorpresa perché vacillano i punti di riferimento e i criteri di giudizio di fronte a una immagine seducente, ma alla fine guardandola rapisce l’anima per la leggiadra simmetria poiché la bellezza corporea non toglie spiritualità.
Nelle Sala Emiliano Guttadauro troviamo un’incisione del XX secolo del martirio di Sant’Agata, dono di Guido Celi, e un dipinto raffigurante S.Agata di Mauro Meli, che ci ricorda le opere del Pontorno perché l’immagine fissa, guardandola ci appare in movimento e quasi ci viene incontro man mano che la figura prende forma. Nella bacheca una scelta di testi sulla Patrona di Catania del ‘700.
Nel Refettorio piccolo cerimoniali manoscritti dal Seicento al Settecento, strumenti indispensabili per la conoscenza dello svolgimento della festa; la festa di S. Agata vista dal Cristodoro nella sua “Cronaca” di Catania dal 1860 al 1876; preziosi testi sulla vita di S.Agata. Sempre nel Refettorio piccolo, anche quest’anno, la Festa di Sant’Agata rivive palpitante in una avvincente composizione fotografica, ricca di spunti inediti e appassionanti. Ogni foto presenta inaspettate sorprese e curiosità della stessa festa ma con un volto sempre nuovo, perché ogni foto è unica e irripetibile, un microcosmo, un richiamo che va al di là della festa stessa e che suscita un’emozione narrata senza che si senta rumore, fatta di segni, simboli e contrasti cromatici. Fotografie dal tema comune che non ha impedito marcate differenziazioni perché tra il fotografo e il soggetto c’è una relazione intenzionale che lega in rapporto di mutua significazione tra lo sguardo e lo spazio per l’istantanea percezione del manufatto fotografia finalizzata alla immediata comprensione. Il confronto fra i vari artisti ha reso la mostra varia e di grande interesse con le 30 foto in bianco e nero della Collettiva ACAF esposte come in un concerto ricco di sfumature che sopperisce alla inevitabile ripetitività del tema.
Foto che seducono e affascinano, testimonianza fissa e momentanea, che ci guarda e guardiamo, dove la festa trova forma e coerenza. Ogni foto nasce nel tempo, esprime il tempo: è tempo. In questa Sala completa l’esposizione un dipinto di Giuseppe Salafia, “Sant’Agata: l’alba dei devoti”, astratto polimaterico su tela è il dipinto del Salafia che unisce la tecnica della pittura alla fisicità della materia, permeato di una forte spiritualità, un quadro che non è bello solo da vedere ma che riesce a trasmettere con contrasti di luci e di ombre la forza della devozione alla “nostra” Santuzza.
Nelle diverse declinazioni pittoriche e nelle accattivanti cromie delle tempere e dei materiali utilizzati dagli artisti Fedele, D’Antoni, Salafia , Meli  e Badò emerge lo spirito e lo sforzo nel coniugare l’immagine della Santa con l’interpretazione della festa.
La mostra con le opere esposte visitabili nell’itinerario proposto del percorso fin qui compiuto, si conclude e raggiunge il momento culminante in uno dei tesori dell’architettura settecentesca catanese, la Libreria dei Padri Cassinesi o “Sala Vaccarini” dove il visitatore può ammirare due preziosissime pergamene, una del 1196 con il più  antico sigillo con l’effige di Sant’Agata al recto e San Giorgio al verso e  una del 1205 con il suggello dell’immagine della Santa e di S. Giorgio, un manoscritto di  Francesco Maria Zappalà, con in esposizione la tavola con l’incisione dell’albero genealogico della Martire Agata, un manoscritto del Sec. XVIII con l’immagine dell’Altare di S.Agata e due pregievolissimi Libri liturgici e musicali dei secoli XVII e XVIII di cui, un Antifonario – Graduale che contiene nella sezione iniziale i testi e la musica degli Antifoni (anche Magnificat e Benedictus) e responsori per vespri, compieta, lodi e notturni, relativi all’Ufficio della festa della Purificazione della B. V. M. e di Sant’Agata e un Antifonario- Innario con i testi e la musica degli Inni per i vespri, i mattutini e  le lodi del Proprio e del Comune dei Santi, tra i quali uno dedicato a Sant’Agata. Sono esposti accanto alle Pergamene e al manoscritto del Zappalà due piccole sculture del Maestro Dino Cunsolo. Si tratta di bassorilievi, di cui uno in caulino bianco e l’altro in caulino pigmentato con polvere d’oro. Raffigurano il volto di Sant’Agata conforme all’immagine dell’iconografia classica più diffusa nella città, sullo sfondo sono riconoscibili da un lato la Cattedrale di Catania dedicata alla Santa Patrona, dall’altro l’Etna in eruzione.
Tutto il materiale esposto è di proprietà della Biblioteca, frutto di provenienze diverse ad eccezione di un volume, due dipinti su cartone di Rosario Pennisi e due bozzetti bronzei dei festoni posti a decoro del Fercolo di Sant’agata del XIX secolo, opera di Orazio Giammona, esposti nella Sala lettura, messi a disposizione, gentilmente, da Dario Stazzone Presidente del Comitato catanese della “Società Dante Alighieri”.

La mostra è visitabile dal 13 gennaio al 13  febbraio 2020 negli orari di apertura al pubblico della Biblioteca, dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle ore 13.00 e sabato dalle ore 9.00 alle ore 11.30 ed è inclusa nel ticket previsto per le visite guidate (5 euro adulti, 4 euro studenti universitari e scuole secondarie di secondo grado, 3 euro fino alla scuola secondaria di primo grado).

Si ringraziano: Arcidiocesi di Catania, Comune di Catania,  Salvo Pogliese Presidente del CdA delle Biblioteche Riunite “Civica e A. Ursino Recupero”- Sindaco di Catania, Barbara Mirabella Assessore  Pubblica Istruzione, Attività e Beni Culturali, Pari Opportunità e Grandi Eventi, Comune di Catania – Sistemi Informativi, Maurizio Dell’Aria, A.C.A.F – Associazione Catanese Amatori Fotografia, Giade Fedele, Mauro Meli, Giuseppe Salafia, Carmelo Fabio D’Antoni, Dino Cunsolo, Domenico Battaglia in Arte Badò, Dario Stazzone, Si ringraziano inoltre, tutti coloro i quali in passato hanno contribuito con il loro dono a rendere migliore la Mostra.

Curatrice della mostra Rita Angela Carbonaro direttrice della Biblioteca.

 

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VENERDI’ 10 GENNAIO 2020 ALLE ORE 17.00, NEL REFETTORIO PICCOLO DELLA BIBLIOTECA, SI TERRA’ LA PRESENTAZIONE DEL LIBRO “ L’ORA EDIZIONE STRAORDINARIA. IL ROMANZO DI UN GIORNALE RACCONTATO DAI SUOI CRONISTI.

locandinaVenerdì 10 Gennaio 2020 alle ore 17.00

nel Refettorio piccolo delle
Biblioteche Riunite
“Civica e A. Ursino Recupero”
Monastero benedettino di San Nicolò l’Arena
Via Biblioteca 13, Catania

Presentazione del libro

L’ORA EDIZIONE STRAORDINARIA.
Il romanzo di un giornale
raccontato dai suoi cronisti
Regione Sicilia

 

 

Saranno presenti

Nello Musumeci
Presidente Regione Siciliana

Salvo Pogliese
Sindaco di Catania

Giovanni D’Angelo
già componente del Consiglio Superiore della Magistratura

Rita Angela Carbonaro
Direttrice delle Biblioteche Riunit

Carlo Pastena
Direttore della Biblioteca Centrale della Regione Siciliana

Marcello Sorgi
Giornalista

Francesco Merlo
Giornalista

Agostino Sangiorgio
Giornalista

Conduce

Sergio Buonadonna
 Giornalista

 

COPERTINACinquanta testi e 240 foto compongono L’ORA edizione straordinaria. Il giornale ha cessato di esistere l’8 maggio 1992, data sciagurata in cui veniva spenta l’unica voce dell’opposizione in Sicilia, eppure questi 27 anni sembrano non essere mai passati. Non a caso su iniziativa degli ex giornalisti dell’Ora il 29 settembre 2019 è stato celebrato a Palermo il centenario di Vittorio Nisticò, il grande giornalista che ha dato a L’Ora la sua impronta, da quando nel 1954 ne assunse la direzione facendone la bandiera dell’antimafia, dell’autonomismo, dei diritti e della più audace cultura siciliana.
Il volume riaccende la luce su Nisticò, direttore fino al 1975 e presidente della cooperativa editoriale fino al 1990. E riunisce in un’ideale redazione tre generazioni di cronisti in un viaggio d’amore nella buona informazione.
Il racconto di Palermo e della Sicilia passa dalla grande nera che ha mescolato stragi, veleni, mafia e potere, dalla lucidità delle cronache politiche e sociali, delle inchieste e dalla forza originale della fotografia.

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UN ALTRO IMPORTANTE RICONOSCIMENTO PER LA “NOSTRA” DIRETTRICE RITA CARBONARO

Sabato 14 dicembre 2019, al termine della magica presentazione del libro di Ferdinando Testa “La clinica delle immagini”, è stata fatta una grande sorpresa alla Direttrice della Biblioteca Rita Carbonaro.
Il dottore Salvo Pulvirenti ha insignito la Direttrice come membro onorario esterno della Massoneria Universale Loggia Garibaldi n. 315 facente parte del Grande Oriente d’Italia, la più numerosa e antica e prestigiosa associazione massonica italiana.

Il circuito delle logge massoniche “Garibaldi” è sparso in tutto il mondo ed ha particolare importanza perchè fu proprio la città di Catania, nell’ottobre 2013 ad organizzare la Conferenza mondiale delle Logge intitolate all’Eroe dei Due mondi, dove  arrivarono rappresentanti da ogni parte della terra per celebrare gli ideali di fratellanza eguaglianza e libertà nella umanità e nel libero pensiero, del Generale che più di altri, ha impersonato l’Unità e la indipendenza della Patria, contro ogni volontà oppressiva e dogmatica. La Loggia “Garibaldi” 315 di Catania  in spirito di fratellanza e costruzione della Luce ha generato sempre nell’ambito dell’Oriente di Catania, diverse altre officine massoniche, tutte dedite allo scopo comune della costruzione dell’Uomo nella sua perfettibilità, per il bene della Patria della Umanità ed alla gloria del Supremo Artefice dei Mondi.
L’importanza e l’eccezionalità di questo riconoscimento è dovuto al fatto che il  Grande Oriente d’Italia non ammette per Statuto, come da Tradizione, le donne ma esse sono grandemente onorate e bene accolte nelle assise pubbliche e partecipano con la loro presenza intelligente e sostanziale al fianco leale dei Fratelli, ai comuni scopi per il miglioramento della società.

 

la Direttrice ha accolto con gioia questo riconoscimento che dedica alla Biblioteca e ringrazia di cuore Salvo Pulvirenti e tutti coloro che l’hanno ritenuta degna di tanto onore.

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LA “NOSTRA” AMATA BIBLIOTECA MERAVIGLIA IN “MERAVIGLIE: LA PENISOLA DEI TESORI” CON ALBERTO ANGELA SU RAI UNO

Alberto Angela che attraversa l’Italia, da Nord a Sud, per mostrare e raccontare la bellezza e la ricchezza culturale del nostro patrimonio artistico e paesaggistico, si è fermato a Catania e naturalmente non poteva mancare la più bella “meraviglia”: la “nostra” Biblioteca.
La Biblioteca protagonista in una puntata della terza serie di “Meraviglie: la penisola dei tesori” di Alberto Angela, che andrà in onda in prima serata su Rai Uno a gennaio del 2020.
Venerdì 13 dicembre 2019 è cominciato il viaggio nel tempo e nella bellezza tra le preziosità e le rarità della Biblioteca.
La Libreria dei Padri cassinesi, nota come “Sala Vaccarini” è ritornata a vivere. Durate le riprese si percepiva la presenza dei benedettini e di tutti gli ospiti che in questa bellissima Biblioteca hanno studiato.
Anche Alberto Angela, come i grandi del passato, non ha potuto sottrarsi al fascino che la Biblioteca suscita in tutti coloro che l’ammirano. Il pregio del conduttore è quello di far amare la storia, la cultura e la bellezza non soltanto agli studiosi, ma anche alla gente comune e soprattutto alle nuove generazioni, come testimoniano le lunghe ore di attesa di ragazzi e ragazze pur di avere un autografo o un selfie dall’affascinante Alberto.

Al termine delle riprese Alberto Angela ha lasciato un segno della sua presenza in Biblioteca con un pensiero poetico sul Libro dei visitatori illustri.

 

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SABATO 14 DICEMBRE 2019 ALLE ORE 9.30, NEL REFETTORIO PICCOLO DELLA BIBLIOTECA, SI TERRA’ LA PRESENTAZIONE DEL LIBRO “LA CLINICA DELLE IMMAGINI. SOGNO E PSICOPATOLOGIA” DI FERDINANDO TESTA

facebook_1575448419174Sabato 14 Dicembre 2019 alle ore 9.30

nel Refettorio piccolo delle
Biblioteche Riunite
“Civica e A. Ursino Recupero”
Monastero benedettino di San Nicolò l’Arena
Via Biblioteca 13, Catania

Presentazione del libro

La clinica delle immagini.
Sogno e psicopatologia

di Ferdinando Testa
Moretti e Vitali editori

 

Interverranno

 Rita Carbonaro
Direttrice delle Biblioteche Riunite  

Salvo Pulvirenti
Presidente Associazione Onlus, Mani Amiche

Antonio Mistretta
Prof. di Igiene, Università di Catania

Giuseppe Raniolo
Psicoanalista di gruppo I.I.P.G.

Ferdinando Testa
Psicoanalista junghiano, Cipa Meridionale

Conduce

Dora Marchese
Docente, italianista

Intervento musicale
Maestro Giuseppe Severini

 

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“Questo volume, nasce dal desiderio di avvicinare e conoscere il mondo della Psiche, dall’incontro con la sofferenza dei pazienti e dal non senso che ogni disagio psicologico comporta, ma anche dai germogli di vita nati e cresciuti durante gli incontri e i dialoghi con chi soffre, consapevole che ogni sofferenza racchiude una perla di arricchimento…”. Il libro si snoda, come un gomitolo di lana, intorno all’idea junghiana che la Psiche sia densa di immagini; si arricchisce del pensiero di Hillman e di autori come Bachelard, Eliade, Durand che contribuiscono a dare un respiro alla funzione dell’immaginazione, recuperando la sua valenza filosofica, religiosa, antropologica. Tutto ciò come in una sorta di Mandala, il cui centro, rappresentato dal pensiero di Jung, dal suo lavoro clinico, dalle sue esperienze e dai suoi studi, è affiancato dalla conoscenza d’altri autori, tra cui Yoram Kaufmann, López-Pedraza e Nathan Schwartz-Salant e da diversi autori junghiani che si sono occupati dell’applicabilità della psicoterapia junghiana. Il dialogo tra le diverse componenti del pensiero junghiano (archetipica, evolutiva e relazionale), trova nel sogno il luogo di sintesi dove fenomenicamente è possibile rintracciare l’unità del pensiero junghiano nelle sue diverse molteplicità. Il sogno diventa luogo della relazione intrapsichica del paziente col mondo delle sue parti, termometro della relazione transferale e controtransferale e spazio d’apertura alla dimensione archetipica.

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