BAMBOLE REBORN IN ARTE, PERSONALE DI REBORN DOLLS DI LAURA COSENTINO. Intervista esclusiva con l’organizzatrice e protagonista dell’evento

Laura Cosentino Bambole Reborn in ArteLocandina Ufficiale Bambole Reborn in Arte

Incontriamo Laura subito dopo le festività pasquali, in uno dei suoi pochi momenti di relax, dopo mesi di grande impegno dedicati alla realizzazione di un grande evento. Esordisce dicendomi che – ci siamo quasi, la meta è vicina, anche se adesso arriva il momento più importante, l’allestimento e la mostra.

L’interlocutrice che abbiamo davanti è Laura Cosentino, una delle più brave ed importanti reborn artist italiane ed internazionali che a maggio, dal 6 al 20, terrà la sua prima mostra personale di Reborn Dolls (bambole reborn) in un luogo prestigiosissimo come le Biblioteche Riunite Civica e Ursino Recupero di Catania.

Si tratta di una mostra unica nel suo genere, la prima in assoluto nel nostro paese che l’artista ha voluto partisse proprio dalla città etnea.

Laura prima di incontrarla mi sono documentato, ho scoperto che lei è davvero una “top artist” nel suo campo, una delle più brave e famose reborner italiane.

Subito una domanda bella tosta! E poi comunque non sta a me dirlo. Sono una persona che ama creare, sperimentare, nessuno mi ha mai regalato nulla, sicuramente do tutta me stessa in quello che faccio e nelle opere che creo.

I risultati però parlano per lei

Faccio parte di Istituzioni internazionali importanti nel campo del reborning, ho ricevuto molti riconoscimenti, ho avuto la fortuna di realizzare prototipi di una scultrice importante. Ma tutto questo per me non è mai stato un punto di arrivo, ma piuttosto uno sprone a dare sempre di più.

Domanda secca: cosa sono per lei le bambole reborn?

Le reborn dolls per me sono arte pura e passione. Nell’istante in cui creo sto bene, mi estraneo dal mondo, dai problemi del quotidiano. In quelle ore “rimango” da sola, io e la mia arte.

Da dove nasce l’idea di una prima Mostra in Italia di reborn dolls?

Nel mondo l’arte del reborning, cioè la tecnica di realizzazione di una reborn doll, si è sempre più diffusa. È una forma d’arte nata negli Usa, tra la fine degli anni 80 e gli inizi degli anni 90. Proprio negli Stati Uniti, ed in parte anche in Gran Bretagna, esistono Doll Show importanti, in cui oltre all’esposizione di queste opere, con relative visite degli appassionati, si tengono corsi, incontri, contest in cui molte artiste si scambiano idee, progetti ecc. In Italia, invece, ancora non c’è mai stato nulla di tutto ciò e quindi realizzare una prima mostra, per giunta in un luogo così importante come le Biblioteche Riunite di Catania, è un modo di far conoscere quello che sono le bambole reborn, ovvero opere d’arte. Poi l’idea vera e propria nasce da situazioni fortunate e favorevoli.

Quali?

La fortuna di aver conosciuto qualche anno fa una persona eccezionale come poche, la dott.ssa Rita Carbonaro, direttrice delle Biblioteche Riunite di Catania. Una persona di grande cultura con una passione smisurata verso i libri ed il lavoro che svolge. L’ho vista dare tutto per la Biblioteca, spendendosi sempre in prima persona e mettendoci sempre la faccia. Ha sempre creduto in me e nella mia arte. Se la prima mostra di bambole reborn parte da Catania è anche merito suo.

Una domanda un po’ più tecnica, come “nasce” una Reborn Doll?

Non posso certo svelarle i trucchi del mestiere! Scherzo! Si parte da un kit in vinile scolpito da una reborn sculptor e commercializzato da aziende del settore, per lo più statunitensi. Il processo realizzativo richiede talento, creatività, passione, pazienza. Ci vuole circa un mese per creare un’opera del genere. Le varie parti del kit vanno dipinte con colori appositi che richiedono cottura in forno e poi c’è tutto un lavoro successivo molto tecnico e ricco di dettagli. Il tutto si completa con il rooting, cioè la tecnica d’inserimento dei capelli mohair. Il fine di una reborn artist è quello di rendere un’opera più simile possibile ad un neonato vero, quello di creare stupore a chi osserva l’opera.

Ma appunto a quale scopo? Perché una bambola debba assomigliare fisicamente ad un bambino vero?

Le bambole in generale hanno sempre avuto questo fine. In passato raffiguravano donne in età adulta, poi si è passati alla rappresentazione di bambini attraverso le bambole. La Barbie, la bambola più conosciuta e commercializzata degli ultimi 50 anni, è stata realizzata ad esempio in tutti i modelli possibili, imitando fisicamente e non solo la classica teenager americana. Così come tutte le bambole da gioco presenti sul mercato. Le bambole reborn sono bambole particolari da collezione e seguono il filone dell’iperrealismo, movimento artistico che nasce in America tra la fine degli anni 60 e 70. Come in tutte le opere iperrealistiche esaltano i tratti reali, in questo caso di una figura umana. Per come la intendo io però una bambola reborn ha anche un altro significato ben preciso.

Quale?

Catturare e celebrare un attimo, ovvero la fase più bella del genere umano, i primi mesi ed anni di vita. Ne esistono infatti con occhi aperti, chiusi, dormienti, con un’espressione rispetto ad un’altra, serena o gaudente. Queste opere sono dunque “attimi di vita” di un neonato immortalati attraverso una bambola. Un po’ come avviene con una foto o un ritratto artistico. Un merito fondamentale lo si deve dare ad una reborn sculptor che ne crea appunto le forme e le fattezze fisiche, ma poi la reborn artist deve essere brava ad esaltare l’idea e l’attimo che la scultrice voleva proporre, dare vita nel miglior modo possibile a quell’idea mettendoci assolutamente del suo attraverso la sua bravura e creatività.

Qual è la differenza tra una brava reborn artist ed una meno brava.

Non mi piace etichettare o fare classifiche, non è nel mio stile. Per me conta il cuore e la passione in ciò che si fa. Certo ognuno poi raggiunge certi risultati rispetto ad altri, ma in tutti i campi della vita è così, l’importante è credere in quello che si sta facendo.

Insisto Laura, mi serve un parametro di distinzione.

Mettiamola così, se guardando una di queste opere per la prima volta, ad impatto, nel giro di qualche secondo non si riesce a capire che è una bambola, ma la si scambia per un neonato, stia sicuro che quell’opera è stata realizzata da una vera artista.

Ci racconti qualche aneddoto curioso.

Non ne ho uno in particolare. Ad esempio mi è capitato di ricevere la telefonata di un marito che per i 25 anni di matrimonio voleva regalare alla moglie, per farle una sorpresa, una mia opera. Oppure mi è successo di ricevere la chiamata di un papà che ha voluto che parlassi assolutamente con la figlia di sei anni che mi ha inondato di domande, che tenerezza in quei momenti.

Abbiamo parlato di scopi, a tal proposito qual è il fine della sua Mostra?

Il fine è prettamente divulgativo, ovvero quello di far conoscere queste opere ad una più ampia fetta di opinione pubblica del nostro paese, nella fattispecie della mia regione, ancora oggi poco conosciute.

A proposito di questo, chi colleziona oggi bambole reborn?

Ci sono varie fasce di collezioniste. Diciamo che le più esperte e facoltose cercano sempre opere uniche ed esclusive, realizzate da kit a numero limitato, create da scultrici e artiste famose e dal vestiario sempre più ricercato, disegnato e realizzato a mano e appositamente per quella bambola. Per loro una bambola reborn è un’opera d’arte e ne riconoscono anche  il valore. Mi permetta di aggiungere una cosa.

Prego 

Molti mi hanno sempre chiesto se, trattandosi di bambole, sono adatte al gioco. Ebbene no, almeno le opere di un certo livello non sono adatte al gioco. Sconsiglio sempre una reborn doll a chi la vorrebbe per la propria bambina. Il motivo è presto detto, sono opere assolutamente da collezione ed esposizione. Poiché realizzati artigianalmente, con particolari colori ad olio, sono molto delicate strutturalmente e se non maneggiate con cura e cautela andrebbero incontro ad un deterioramento certo. Al contrario, tenute in un certo modo hanno una durata illimitata.

Secondo lei come evolverà il reborning, essendo un’arte relativamente giovane?

Come evolverà non lo so, spero si diffonderà e si affermerà sempre più. Il mio sogno è quello di vederlo un giorno divenire una materia d’insegnamento negli Istituti d’arte o magari veder nascere la prima Accademia di Reborning, chissà magari in Italia.

Perché dovremmo visitare la sua mostra?

Perché è un’occasione unica che un’appassionata, o anche una semplice persona curiosa, che ami l’arte e non solo, non può farsi sfuggire.

La classica ultima domanda: progetti per il futuro?

Non mi va di andare troppo in là con i progetti, mi piace assaporare e vivere i momenti che il presente ed il futuro mi riservano. I prossimi impegni imminenti sono la mostra ed un altro prototipo che realizzerò per fine maggio.

Grazie per l’intervista ed in bocca al lupo.

Grazie a lei.

D. C. (ha collaborato Biblioteche Riunite di Catania)


La Mostra “Bambole Reborn in Arte” promossa dalle Biblioteche Riunite “Civica e Ursino Recupero” di Catania si terrà dal 6 al 20 maggio 2017 e sarà visitabile da lunedi al venerdì dalle ore 9.00 alle ore 13.00 ed il sabato dalle ore 9.00 alle ore 11.30. L’inaugurazione si terrà sabato 6 maggio 2017 alle ore 10.00.

Mostra e organizzazione a cura di: Rita Angelo Carbonaro
Progetto, realizzazione e allestimento: Laura Cosentino e Carmelo Calanni

Per info e contatti

Sito: www.lauracosentinodollshow.it
Infoline: +39 3208443600 (ore 09:00 – 18:00)
Email: info@lauracosentinodollshow.it

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IERI POMERIGGIO, LUNEDI’ 10 MARZO 2017, IL SINDACO DI CATANIA ENZO BIANCO, ALLA PRESENZA DI UN FOLTISSIMO PUBBLICO, HA INAUGURATO LA MOSTRA “AROMATARI E SPEZIALI NELL’ ARTE E NEL TEMPO” ALLE STITA NELLE VARIE SALE DELLA BIBLIOTECA

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Ieri, lunedì 10 aprile alle ore 18.00, nella “nostra” suggestiva Biblioteca, Enzo Bianco, Sindaco di Catania, ha inaugurato la mostra “Aromatari e Speziali nell’Arte e nel Tempo”  (Collezione Filippo Pappalardo). La Direttrice Rita Angela Carbonaro e il Dott. Filippo Pappalardo, curatori della mostra, hanno accompagnato i numerosi visitatori lungo il percorso di questa esposizione all’interno della Biblioteca, che da oggi è pronta a ricevere  grandi e piccoli.

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Sarà possibile visitare la Mostra fino al 31 maggio 2017, dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle ore 13.00 e il Sabato dalle ore 9.00 alle ore 11.00. Eventuali aperuture pomeridiane o festive saranno pubblicate tempestivamente sul blog e sulle pagine social della Biblioteca.

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Per le altre foto clicca qui

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OGGI, LUNEDI’ 10 APRILE 2017, ALLE ORE 17.30 IL SINDACO DI CATANIA, ENZO BIANCO, INAUGURERA’ LA MOSTRA “AROMATARI E SPEZIALI NELL’ARTE E NEL TEMPO”

 Il Sindaco di Catania, Avv. Enzo Bianco,
oggi, lunedì 10 aprile 2017, alle ore 17.30 inaugurerà la mostra

“Aromatari e Speziali nell’Arte e nel Tempo”
  A cura di Rita Carbonaro, Filippo Pappalardo, Valentina Lucia Barbagallo

locandina

La collezione dei manufatti esposti appartiene al dottore Filippo Pappalardo, che ha già collaborato in passato con la Biblioteca con la mostra “L’arte c’è quando, malgrado, si ride.”

La mostra “Aromatari e speziali nel Tempo e nell’Arte” è un omaggio ad una professione nobile ed antica nel tempo, da sempre ispiratrice e portatrice di cultura; consiste nell’esposizione di una collezione di statuine raffiguranti il farmacista, in porcellana, ceramica, cartapesta, legno, peltro ed altro ancora; alcune sono dei pezzi unici, altri seriali, spesso buffi o caricaturali, persino di bambini che giocano a fare il farmacista,  delle più note manifatture italiane e straniere di Caltagirone, Capodimonte, San Gregorio Armeno, Bassano del Grappa, Murano, Saint Paul de  Vance, e non solo. Dei veri capolavori tra cui i caltagironesi Judice, Milazzo, Velardita, Floridia, la monrealese Elisa Messina, il napoletano Ferrigno, e tanti altri. Fiancheggia la mostra una raccolta di artistici teschi, tra i quali quello di Bolla Novalis in Swarovski,  che vogliono essere un omaggio al “memento mori” sempre presente nei monaci benedettini che hanno creato questa splendida Biblioteca.
Rita Carbonaro

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LUNEDI’ 3 APRILE 2017, ORE 18,00, NEL REFETTORIO PICCOLO DELLA BIBLIOTECA, SARA’ PRESENTATO E DONATO ALLA CITTA’ IL VOLUME “I LIBRI DI CANTO LITURGICO DEL MONASTERO DI SAN NICOLO’ L’ARENA”

locandina lions

LUNEDì 3 aprile 2017 ore 18.00

nel Refettorio piccolo
delle Biblioteche Riunite
“Civica e A. Ursino Recupero”
Monastero benedettino di San Nicolò l’Arena
Via Biblioteca 13, Catania

Presentazione del volume

I Libri di canto liturgico del Monastero di San Nicollò l’Arena

Saluti

Dott.ssa Rita Angela Carbonaro
Direttrice delle Biblioteche Riunite “Civica e A. Ursino Recupero

B.ne Beniamino Sorbera de Corbera
Presidente L.C. Catania Gioieni

Introduzione e Coordinamento

Dott. Ing. Francesco Pezzella
Delegato S.A. e B.M- Promotore Iniziativa

Relazione e Presentazione Opera

Dott.ssa Giuseppina Lo Coco
Autrice del libro

Intervento Istituzionale

Avv. Enzo Bianco
Sindaco di Catania

Conclusioni

Dott. Vincenzo Spada
Governatore Distretto Lions 108 Yb

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LA PROFESSORESSA INGRID HILLER FOTI NON DIMENTICA LA BIBLIOTECA. DONATI ALTRI 1000 EURO.

Un caloroso grazie a Ingrid Hiller Foti, già docente di Lingua Tedesca del
Dipartimento di Scienze Politiche di Catania, per il suo generosissimo gesto.
Lo scorso 18 febbraio 2017, ha donato altri 1.000 euro alla Biblioteca, come aveva già fatto in altre occasioni, confermando cosi la Sua costante volontà nel supportarci. Il suo impegno ad aiutare la “nostra” Biblioteca  è molto apprezzato e consentirà  non soltanto di salvare alcune annate di giornali e periodici, ma anche il restauro dei contenitori delle miscellanee.

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GIOVEDI’ 23 MARZO 2017 ALLE ORE 17.00 PRESENTAZIONE DEL VOLUME EDITO DA G. MAIMONE “LE CASE DEI GELSI” A CURA DI JOSE’ CALABRO’

 

immagine locandina 23 marzo 2017Giovedì 23 marzo 2017 ore 17.00

nel Refettorio piccolo
delle Biblioteche Riunite
“Civica e A. Ursino Recupero”
Monastero benedettino di San Nicolò l’Arena
Via Biblioteca 13, Catania

Presentazione del libro

Le case dei gelsi
Giuseppe Maiomone Editore

Saluti

Dott.ssa Rita Angela Carbonaro
Direttrice delle Biblioteche Riunite “Civica e A. Ursino Recupero

Giuseppe Maimone
Editore

Presentano

Enrico Iachello
Docente Università di Catania

Delia Rocca
Docente Università di Catania

Intervento

Josè Calabrò
Curatrice del volume

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Le case dei gelsi, già dalla copertina con l’immagine surreale di Catrin Welz Stein, racconta una storia misterbianchese durata secoli, il “nutricato”, con le donne che allevavano i bachi in seno, li nutrivano con i gelsi piantati nelle loro case, per il circuito di produzione della seta. Ma il libro non è solo questo, è una storia lungo un millennio di una comunità rigenerativa, che ha affrontato vicende epiche ed è sempre rinata; è un libro di rilevanti scoperte archivistiche; di una contestualizzazione che consente di poter “leggere” conoscenze fin qui isolate. È un libro dove una comunità si racconta con circa sessanta brani e una straordinaria mole di immagini inedite. È un libro di storia sociale e di storia di genere, in cui si coglie come, di tempo in tempo, sia stata ridefinita l’identità di uomini e donne. Un progetto unitario, in un prisma di diversi sguardi. Uno spaccato della Sicilia Orientale, la Sicilia dell’albero, nel suo dinamico rapporto con la Sicilia Occidentale, la Sicilia del grano.

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