MAGGIO DEI LIBRI A CATANIA, MERCOLEDì 23 APRILE 2014, ORE 17.00 PRESENTAZIONE DEL VOLUME “DOPO IL DILUVIO. SOMMARIO DELL’ITALIA CONTEMPORANEA” A CURA DI SALVATORE SILVANO NIGRO, SELLERIO EDITORE 2014.

Mercoledì 2logo-giornata-mondiale-libro-20103 Aprile 2014 alle ore 17.00 in occasione dell’anniversario della Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d’Autore e nell’ambito della 4° edizione della manifestazione Il Maggio dei Libri (23 aprile-31 maggio),  la campagna nazionale di promozione della lettura promossa dal Centro per il Libro e la Lettura, sotto l’alto patronato della logo_maggio dei libriPresidenza della Repubblica e in collaborazione con l’Associazione Italiana Editori, nel Refettorio piccolo della Biblioteca si organizza la presentazione del  libro  Dopo il diluvio. Sommario dell’Italia contemporanea”
a cura di Salvatore Silvano Nigro, Sellerio editore, 2014.

Interverranno:
Antonio Di Grado e Massimo Maugeri.
Sarà presente il curatore.
Saluti Rita Angela Carbonaro.

Il ritratto del nostro Paese affidato a trenta scrittori italiani, fra gli altri: Moravia, Piovene, Carlo Levi, Soldati, Savinio, Ungaretti, Noventa, Palazzeschi, Emilio Cecchi, Zavattini, Bernari, Bigiaretti. Ognuno di loro venne incaricato di redigere una voce – città, chiesa, borghesia, teatro, musica, paesaggio, contadini etc. – e di svilupparla a suo piacimento dal punto di vista letterario. Ne venne fuori un autentico sommario, una testimonianza dell’Italia dell’immediato dopoguerra scritta ancora a caldo, sotto l’impressione dell’orrore del conflitto mondiale e la coscienza della ritrovata libertà.

Dopo il diluvio.

Dopo il diluvio. Nuova edizione a cura di Salvatore Silvano Nigro. Sellerio editore Palermo 2014.

Dopo il diluvio. 1947 Edizione originale a cura di Dino Terra

Dopo il diluvio. Edizione originale a cura di Dino Terra, 1947.

Ci vollero due anni di preparazione perché questo «ragguaglio dell’Italia dopo i disastri della guerra» potesse arrivare in libreria nel mese di giugno del 1947. L’opera è un atlante politico, un censimento e un compendio di problemi e questioni, un «ritratto dell’Italia»: una ricomposizione enciclopedica della Nazione; uno specchio di fronte al quale il paese venne messo per prendere coscienza delle rovine e darsi un nuovo «peso specifico morale e mentale», come aveva esortato a fare Alberto Savinio in quel trattatello politico del 1945, Sorte dell’Europa, che è l’antecedente e il presupposto di Dopo il diluvio. L’organizzatore dell’impresa, Dino Terra, raccolse attorno a sé una libera «Società di letterati»: trenta collaboratori, «dilettanti» per elezione (alla Savinio), tutti in grado di far aderire la letteratura alla vita con «libertà mentale» e con «leggerezza» saggistico-narrativa; fra essi Moravia, Piovene, Carlo Levi, Soldati, Savinio, Ungaretti, Noventa, Palazzeschi, Emilio Cecchi, Zavattini, Bernari, Bigiaretti. Dopo una «diseducazione ventennale», e le violenze della guerra, i contributi affrontavano, con lucidità politica, per lo più, e chiaroveggenza, questioni che sono fondamentali in un paese civile: il paesaggio come bene culturale, da salvaguardare insieme a tutte le risorse artistiche; la politicità dell’urbanistica e dei piani regolatori, che sono «insieme un’opera di critica storica, di previsione politica, di creazione sociale e di critica artistica»; la libertà della stampa e la responsabilità della comunicazione; i rapporti tra le classi sociali, tra artigianato e industria, tra campagna e città, tra Stato e Chiesa, tra autonomie regionali e centralizzazione; e poi i partiti politici, la letteratura e i letterati, la musica, gli spettacoli, lo sport. Si era «dopo il diluvio». Ma Noventa continuava a chiedersi se l’Italia fosse davvero uscita dal cataclisma, o se non si trattasse piuttosto di un «istante di calma» prima di altri «diluvi»: di nuove «preghiere» e di nuove «bestemmie».
Questa nuova edizione di Dopo il diluvio curata da Salvatore Silvano Nigro (edizione originale a cura di Dino Terra) comprende in appendice una recensione scritta a caldo da Raffaello Ramat nel 1947, e un saggio di Guido Crainz. S. S. N.

La data del 23 aprile è stata scelta perché proprio in questo giorno nel 1616 sono morti il peruviano Garcilaso Inca de la Vega (che vide la luce nel 1539), lo spagnolo Miguel de Cervantes (nato nel 1547) e l’inglese William Shakespeare (che nacque nel 1564). Giornata mondiale del libro e del diritto d’autoreSingolarmente nel corso degli anni il 23 aprile ha visto la nascita di altre personalità del mondo della letteratura: il francese Maurice Druon (1918-2009), il russo Vladimir Nabokov (1899-1977), il colombiano Manuel Mejía Vallejo (1923-1998) e l’islandese Halldór Laxness (1902-1998), innovatore della letteratura islandese e Premio Nobel per la letteratura nel 1955. Sempre il 23 aprile, ma del 1981 è morto il catalano Josep Pla, scrittore e giornalista spagnolo.

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