NEL CANTIERE APERTO DELLA “SALA VACCARINI”.

(di Pinella Leocata, La Sicilia di Mercoledì 16 Aprile 2014, p. 25)

In corso i lavori di restauro: una volta ultimati sarà esposta qui la Bibbia di Pietro Cavallini

Si riparte dalla cultura, dall’imponente e prezioso patrimonio librario della biblioteca dei Benedettini.
Mentre s’avviano i lavori di restauro della splendida Sala Vaccarini, nel refettorio piccolo della Biblioteca Ursino Recupero, ieri è stato presentato un progetto scientifico all’avanguardia che consentirà la digitalizzazione dei libri antiquari dei Benedettini a partire dai più preziosi: la Bibbia di Pietro Cavallini, del XIV secolo, e l’Officium Beatae Mariae Virginis del XV secolo. Codici miniati tra i più belli e preziosi al mondo e, proprio per questo, conservati gelosamente e sottratti alla fruizione.
A breve non sarà più così grazie al progetto ideato e portato avanti in sinergia dalla Biblioteca Ursino Rcupero, dal Comune, dal Cnr, dall’Università e dalla Sovrintendenza. L’Istituto per i beni archeologici e monumentali del Cnr, diretto da Daniele Malfitana, ha messo a disposizione della Biblioteca uno scanner planerario – uno dei pochi in Italia e l’unico al Sud – che consente la digitalizzazione di testi di grandi dimensioni che così si potranno «sfogliare», consultare e ammirare in video attraverso computer, smartphone e tablet. Così questo importante patrimonio culturale sarà fruibile, in versione virtuale, dagli studiosi e dagli appassionati di tutto il mondo. Di più. Grazie al «Laboratorio di tecnologie semantiche» del Cnr, e alle «app» che sta sviluppando, sarà possibile approfondire la conoscenza dei testi e dei vari aspetti ad essi connessi, attraverso dispositivi mobili. Nel caso della Bibbia del Cavallini, per esempio, si potranno avere tutte le informazioni sul suo autore, sulle altre opere da lui realizzate, sui luoghi dove sono conservate, sul contesto storico del suo tempo, sui rapporti con gli altri pittori. Informazioni che hanno anche un forte impatto turistico in quanto sollecitano la conoscenza dei luoghi. Ed è anche sulle potenzialità culturali e turistiche di questo progetto che il sindaco Enzo Bianco vuole puntare per il rilancio della città. Così ieri, alla presentazione del progetto, si è detto particolarmente felice per questa iniziativa «che dà nuova luce alla Biblioteca Ursino Recupero che sorge sulla collina Montevergine, il genius loci della città, suo luogo simbolo». «Dopo anni di abbandono sono cominciati i lavori di restauro della Sala Vaccarini, abbiamo assicurato alla biblioteca le risorse minime e indispensabili per avere una vita dignitosa e avviato grandi progetti per valorizzarne la fruibilità». Un progetto – come ha sottolineato l’assessore alla Cultura Orazio Licandro – possibile grazie al lavoro di squadra avviato in sinergia con tutte le istituzioni coinvolte.
Alla Biblioteca, come spiega la direttrice Rita Carbonaro, sono in corso i lavori di restauro nella Sala Vaccarini al cui centro – ricoperto l’antico e prezioso pavimento in ceramica con un pesante filtro e un tavolato in legno – sarà realizzata una torre, anch’essa in legno, con la duplice funzione di consentire il restauro degli affreschi sul tetto e di ospitare nelle sue scaffalature i libri antichi, oggi disposti nelle strutture che coprono le pareti della stanza. Un modo per non disperdere i testi e per consentirne una facile ricollocazione dopo il restauro. E se, durante questo periodo, la Sala Vaccarini sarà chiusa al pubblico, va ricordato che la biblioteca continuerà a funzionare normalmente consentendo, per altro, di seguire le attività di restauro attraverso un sistema di telecamere a circuito chiuso. Quando l’intervento sarà concluso la Bibbia del Cavallini sarà esposta proprio nella Sala Vaccarini attraverso una teca-cassaforte che, nelle intenzioni del Cnr, dovrà essere dotata anche di un touch-screen che consentirà di sfogliarne le pagine virtualmente. E va detto che la direttrice Rita Carbonaro – da molti anni anima della Biblioteca e sua unica dipendente – spera che si trovino le risorse per realizzare una camera blindata e climatizzata dove custodire tutte le opere più pregiate.
Contestualmente ai lavori di restauro e a quelli di digitalizzazione dei testi antiquari, la sovrintendenza ha avviato una ricerca di tutti i beni delle collezioni archeologiche dei Benedettini dispersi in vari luoghi e, soprattutto a Castello Ursino e nei suoi depositi. Mentre il dipartimento di Scienze umanistiche dell’Università porta avanti il «progetto Benedettini» nell’ottica di ricostituire, almeno della conoscenza, il ricco museo dei monaci con le sue preziose collezioni antiquarie, numismatiche, naturalistiche e bibliotecarie. Ed è importante non dimenticare che i Benedettini acquistavano testi in tutta Europa, dando mandato di averli a qualsiasi prezzo. E la direttrice Carbonaro ricorda che, nel Cinquecento, centinaia di rari manoscritti furono portati in Spagna alla corte del re e tra questi una preziosa Storia di Sant’Agata e una di San Leone, oggi all’Escorial. «Testi di cui potremmo chiedere la restituzione».

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