SEMINARIO I MONDI DELL’INVISIBILE “MUSICA, SOGNO, ARTE” (1)

Musica, sogno, arte (1)Musica, sogno, arte (4)Venerdì 22 Marzo alle ore 17:00 si è tenuto presso il Refettorio piccolo delle Biblioteche Riunite “Civica e A. Ursino Recupero” un seminario scientifico e letterario molto interessante dal titolo “I mondi dell’invisibile: musica, sogno, arte”

Al seminario sono intervenuti il Dott. Ferdinando Testa, psicoterapeuta analista junghiano, che ha trattato il tema dal titolo: il sogno, la musica della notte; il maestro e produttore di strumenti Giuseppe Severini, che ha trattato il tema dal titolo: il mito della musica delle sfere; il Dott. Giuseppe Raniolo, psicologo e psicoterapeuta che ha trattato il tema dal titolo: l’altrove in Redon.

Ad introdurre il seminario la nostra Direttrice, Dott. Rita Angela Carbonaro, che ha ringraziato cordialmente i presenti e chiarito ancora una volta che nonostante gli immensi sacrifici e lo stato finanziario precario della Biblioteca (infatti l’Ente vanta un credito da parte del Comune di Catania di oltre 1 milione e mezzo di euro), lei rimarrà comunque al suo posto, non abbandonando questo splendido posto, ma raddoppiando all’occorrenza i sacrifici già alti che si trova ad affrontare quotidianamente.

Subito dopo il seminario è entrato nel vivo. A prendere la parola per primo è stato il Dott. Ferdinando Testa, già autore di diverse opere come “Le idee dell’anima. Jung e la visione del mondo” scritto insieme a Giancarlo Marinelli e uscito nel 2013 per Bonanno Editore, o “Corpo riflessione immagine” scritto con Simonetta Putti e uscito nel 2011 per Alpes Editore. Il Dott. Testa che ha scritto, nel tempo altre opere (“Il volo dell’angelo”, “L’universo ritrovato”, “ Eros e Pathos”,  oltre a innumerevoli articoli, è anche psicologo analista didatta del CIPA, Centro italiano di psicologia analitica.  In questo seminario il prof. Testa si è soffermato sul sogno, visto come musica della notte.

Secondo il prof. Testa “la musica è un qualcosa che ci mette in contatto con Dio,  il sogno non è altro che la musica della notte”. In una sonata di Shubert (famoso per i suoi notturni) il sogno arriva di notte come uno straniero e di notte va via come uno straniero. La musica è lo spazio tra Dio e la sua essenza, e suscita nelle persone emozioni, oltre a far andare “…la mente altrove”. Ecco quindi che vi è un interdipendenza, tra musica e Dio, quell’interdipendenza che  secondo il Dalai Lama è “un’occasione per mettere insieme le cose”.

Nel sogno, noi, di notte andiamo in un’altra dimensione, è nel sogno c’è qualcosa di indicibile, assurdo, diverso, paradossale. La musica parte da un evento reale ma poi va verso l’ignoto. Ecco perché vi è questa forte relazione tra musica e sogno, ovvero il sogno è la musica della notte.

Dopo il prof. Testa il seminario è continuato con il brillante excursus storico de “Il mito della musica delle sfere” del maestro Giuseppe Severini, in cui il maestro ci ha illustrato come la musica e i suoi strumenti hanno sempre influenzato i popoli sin dall’antichità fino ad arrivare ai giorni nostri.

Giuseppe Severini, una laurea in filosofia all’Università Statale di Milano, nel 1981, e la grande passione per il medioevo e la musica medievale. Oggi il maestro, grazie alla sua associazione culturale “Secoli bui”, sita a Randazzo in provincia di Catania, ha una vera e propria “casa della musica e della liuteria” e si occupa dei suoni della natura, della musica delle sfere, oltre che di teorie e didattica musicale dall’antica Grecia al Medioevo. Nei locali della sua associazione è possibile anche visionare più di 60 strumenti musicali funzionanti che riproducono quelli usati nella Preistoria, nell’Età classica e nel Medioevo.

Il maestro Severini durante il seminario ha introdotto la musica delle sfere partendo dalla preistoria e presentandoci il primo strumento, ovvero la conchiglia.

Tutti i materiali della natura hanno un suono, compreso la conchiglia, oggetto importante nella simbologia che nasce nell’acqua (da un mollusco ermafrodita) e racchiude in se i quattro elementi fondamentali, ovvero acqua, terra, aria e fuoco. Grazie alla vibrazione delle labbra e al soffio che produciamo, con la conchiglia si possono emettere dei bellissimi suoni.

Dopo la conchiglia, il maestro ha introdotto un altro strumento importante come il flauto di Pan, anch’esso strumento che simboleggia uno dei quattro elementi fondamentali, l’aria.

Dopo il flauto di Pan si passa al periodo presocratico/pitagorico e il maestro ci illustra e ci fa osservare la Cetra, uno strumento, primo degli strumenti a corde, che produce un suono non creato dalla natura ma dall’uomo. Cetra, all’inizio di quattro corde e poi di sette corde importanti per la relazione tra le note. La Cetra è uno strumento antichissimo, già usato ai tempi di Re Davide (intorno al 1000 a.c.), poi usato nell’Antica Grecia e almeno fino al Medioevo.

Infine dopo la Cetra si è passati velocemente alla visione di uno strumento particolarissimo, ovvero il monocordo, strumento con una sola corda, conosciuto anche come monocordo cosmico, inventato secondo il filosofo Severino Boezio nell’Antica Grecia da Pitagora. Il monocordo, generalmente ad una corda (ma ne esistono tipi anche a più corde accordate alla stessa altezza) fu molto usato nel Medioevo anche per istruire i cantori.

Nell’ultima parte del seminario, il Dott. Giuseppe Raniolo, psicologo e psicoterapeuta, dirigente nazionale dell’IIPG (Istituto italiano psicoanalisi di gruppo) ha proposto il tema “l’altrove in Redon” in un modo molto particolare: ovvero leggendo dei versi della vita del pittore francese Odilon Redon (1840-1916) mentre venivano proiettate su uno schermo, accompagnate da una musica sublime e rilassante, le sue opere.

Secondo il Dott. Raniolo: “Odilon Redon, guardava qui per guardare altrove… Attraverso la sua opera possiamo costruire un percorso, lui conosceva la musica e disegnava, è nato su un’onda sonora… e viveva di musica”

Carmelo Calanni

Informazioni su Biblioteche Riunite "Civica e A. Ursino Recupero" di Catania

Biblioteche Riunite "Civica e A. Ursino Recupero" - Via Biblioteca, 13 – 95124 - Monastero benedettino di San Nicolò l'Arena - Catania (Italy). - Tel. (+39) 095 316 883 - E-mail: biblct@virgilio.it
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